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Oggi: Mag 19, 2012
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Nacque a Treviso nel 1845. Laureato in Giurisprudenza a Padova, insegnò negli Atenei di Padova, Venezia, Modena e lungamente a Pisa, nella cattedra di Economia Politica.
   Sposò Maria Schiratti di Pieve di Soligo, dalla quale ebbe 7 figli.

Morì nel 1918 ed è sepolto a Pieve di Soligo.
   Il 29 aprile prossimo la Chiesa lo esalta come Beato e lo propone alla venerazione dei fedeli, quale modello di santità laicale.
   Egli fu soprattutto uno studioso di economia e sociologia, riconosciuto a livello internazionale ed è meritevole di essere “riscoperto” per l’acume, la lungimiranza e… l’attualità di molti aspetti delle sue teorie economiche.
   Esponente di spicco della cultura cattolica, emerge come economista capace di anteporre l’etica al profitto; come uomo di cultura mira a saldare la Chiesa del suo tempo con la società; come cristiano laico appare esemplare, anche quale padre di famiglia.
   E’ il suo, un tempo di acuti fermenti politici, culturali e religiosi: il conflitto tra il Regno d’Italia e la Chiesa, l’esplosione della questione sociale, il colonialismo, l’emigrazione…
   Giuseppe Toniolo si impegnò a studiare e a proporre alcuni principi da applicare nell’economia che di seguito cercheremo di analizzare:

 

 Dino Scantamburlo

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“Ora il Paese ha bisogno di noi
di ciascuno di noi,
perché i valori che emergono anche oggi dalla società
ci indicano un cammino dove
libertà, giustizia, pace
devono essere vissuti ogni giorno
se non vogliamo che sia vano
il sacrificio di chi è morto”

 Tina Anselmi

Queste le parole con cui inizia un volumetto della staffetta Gabriella, che percorreva le nostre strade tra un gruppo partigiano e l’altro, dal titolo così semplice e pur così ricco di significato. Sicuramente Tina Anselmi quando scrisse “Zia, cos’è la resistenza?” ben lo sapeva.

Sicuramente pensava a una resistenza mai compiuta da trasmettere non solo alle sue nipotine, ma ai nostri figli e ai figli dei figli…
Parole di estrema attualità, parole che non possono non richiamare tutti, oggi, fiaccati dalla banalizzazione della politica, dalla predicazione dei “valori” frantumati da comportamenti ignobili, dal populismo divenuto formula di governo di una democrazia stanca.
Anche Camposampiero attende con ansia la sua Festa di Liberazione, attende il suo 25 Aprile. Ed è importante la presenza di tante giovani famiglie, di tanti alpini, granatieri, ex carabinieri radunati dall’infaticabile Gianluigi Perin di Assoarma, con le forze dell’ordine e le istituzioni, all’alzabandiera in Piazza Vittoria, in mezzo ai tanti clienti del mercato settimanale, un po’ attoniti e un po’ compiaciuti.  Camposampiero che tanto ha dato alla resistenza delle nostre campagne, anche se nel centro cittadino in quegli anni non mancavano fascisti e repubblichini, convinti che quella fosse la strada giusta. Inutile dire che la strada giusta si è rivelata essere un’altra…..
Ed è così che il Sindaco non ha potuto non ricordare il sacrificio di Mario Visentin, Vito Filipetto, Guerrino Soligo e come loro tanti altri che in quegli anni fecero l’impossibile desiderosi di dare il loro contributo alla rinascita del nostro Paese.

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Bene l’accordo pubblico-privato Valsecchi Berti, ma basta monetizzazione del plusvalore !
La minoranza ottiene la promessa da parte dell’Amministrazione Zanon che almeno parte dei soldi incassati venga utilizzato per attrezzare un parco lungo il canale Vandura a beneficio anche di Via Giovanni XXIII.


Uno dei punti all’ordine del giorno del consiglio comunale del 12 aprile 2012 è stato l’approvazione dell’accordo pubblico privato Valsecchi Berti (zona a ridosso di Via Giovanni XXIII), che prevede in cambio della concessione ai privati di una volumetria di mc 7.100, la cessione al comune di un’area di ca. 3.300 mq lungo il Vandura e il versamento nelle casse comunali di una somma di € 158.000.
Il consigliere Luca Masetto si è espresso favorevolmente alla stipula dell’accordo pubblico privato, che tra l’altro determina anche ritiro di una causa pendente al Consiglio di Stato, ma ha fortemente criticato la scelta dell’amministrazione di monetizzare ancora una volta parte del plusvalore.

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Una semplice guida pratica per capirne di più sull'IMU, la nuova tassa patimoniale denominata, Imposta Municipale Unica:
(A cura sel Sen. Marco Stradiotto)

 Clicca sull'immagine per leggere il documento

Dall'Ici  All Imu

 
Dichiarazione di voto fatta a nome del Gruppo consiliare del P.D. sul Bilancio 2012:

   “Noi, consiglieri del P.D. comprendiamo le difficoltà economico-finanziarie generali degli enti locali in questo tempo, e la situazione di seria crisi galoppante per imprese e lavoratori del territorio provinciale e tuttavia constatiamo la scelta fatta da questa Amministrazione provinciale di non discostarsi dallo schema di bilancio approvato nello scorso anno.
C’è stato – diciamo - il colpo di “fortuna” dell’entrata straordinaria di €. 46 milioni, ricavato dalla vendita delle azioni della Società autostradale PD-BS che consente di investire per la viabilità in cofinanziamento con i Comuni, per contributi a piccole imprese in difficoltà, per il Centro Congressi di Padova. Obiettivi in sé, utili.

   Ma c’erano due percorsi sui quali ci si doveva impegnare, secondo noi:
-   perché abbiamo dimenticato i grandi interventi sui quali più volte questo Consiglio si è espresso e ai quali la stessa maggioranza ha dichiarato di tenere?
Si tratta dell’impegno per il completamento della SS. 10 nella Bassa padovana e per il raddoppio della SR  308 nell’Alta.
-    la riduzione dell’indebitamento della nostra Provincia, che è a quota 272 milioni, uno dei più alti in assoluto tra le province italiane, per cui essa non può contrarre mutui, non può indebitarsi ulteriormente avendo sforato il patto di stabilità. Come si fa a dire che noi pensiamo a spendere quello che c’è e che, speciein futuro, se la Provincia non ci sarà più, saranno altri ad accollarsi i debiti. Come se noi cittadini e amministratori non fossimo, sia adesso sia in futuro, parte della stessa torta!
E con i Revisori del Conto che nella loro Relazione hanno invitato l’Amministrazione a utilizzare una parte delle risorse per ridurre il debito!

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Nuova tappa di Pier Luigi Bersani a Vicenza durante il tour 'Destinazione Italia'
Viaggio in Veneto dove parlare di lavoro significa trattare con le imprese familiari.

La sofferenza delle piccole e medie imprese 

 Disoccupazione:"E' il punto massimo di preoccupazione"

 

Nell’incontro a palazzo Chigi con i segretari dei partiti che sostengono il governo di emergenza il presidente del Consiglio Mario Monti aveva preso l’impegno a ricercare l’intesa con le parti sociali, nella consapevolezza che la coesione sociale gioca un ruolo decisivo per il superamento delle difficoltà e che la crisi sta producendo effetti molto pesanti nella società.

La soluzione adottata nel confronto con le parti sociali non ha seguito questo schema, anche a fronte della proposta dei sindacati di adottare per l’articolo 18 il sistema tedesco (proposta messa sul tavolo dalla Cisl e dalla stessa Cgil).
Il Pd aveva annunciato chiaramente che avrebbe accettato qualsiasi soluzione fosse venuta da un accordo complessivo con le parti sociali proprio in considerazione dell’importanza che il Partito democratico assegna al tema della coesione sociale e della condivisione degli obiettivi.

I fatti sono andati in modo diverso.
 
Ieri sera il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, è stato chiaro nel corso della trasmissione televisiva Porta a Porta:
 
  • Primo: “Non ci può essere un prendere o un lasciare”.
  • Secondo: l’idea che la forzatura nei confronti dei sindacati sia come una bandiera da esibire sui mercati finanziari è sbagliata.
  • Terzo: la concertazione ci ha già tirato fuori dai guai in momenti drammatici.
  • Quarto: nella riforma vi sono alcuni elementi positivi che ricalcano anche proposte del Pd e che vanno rafforzati e migliorati.
  • Quinto: “Sull’articolo 18 si doveva adottare un meccanismo più adeguato a un paese manifatturiero ed europeo continentale, come è l’Italia, e non un meccanismo più tipico dei paesi anglosassoni. Dovevano scegliere il sistema tedesco e si è imposto invece il sistema americano”.
  • Sesto: in Parlamento questo errore verrà corretto, introducendo il ricorso al giudice per tutti i tipi di licenziamento, perché così come il sistema è stato pensato dal governo tutto si riverserebbe sul licenziamento economico, lasciando al lavoratore la scelta di prendere pochi soldi “maledetti e subito” o fare una lunga causa alla fine della quale, se tutto andasse per il meglio, prenderebbe solo un indennizzo economico.
  • Settimo: questa materia non è da decreto. Quindi il governo presenti un disegno dilegge delega, lasciando al Parlamento la possibilità di discutere e di apportare le dovute modifiche.
 
Il mercato del lavoro negli Stati Uniti  e', come si sa, estremamente flessibile ed e' uno strumento per questo Paese per uscire dalla crisi piu' velocemente di altri (a gennaio si sono creati 200.000 posti in piu'). Le regole cambiano da Stato a Stato e comunque, penso che questo sistema non possa essere applicato in Europa.
 
Ecco la mia espierenza:
innanzitutto qui non esistono nemmeno i contratti di lavoro (solo per i manager).
Il neo assunto concorda una lettera di assunzione dove viene enunciata la job description e chiarita la compensazione che e' sempre basata su una trattativa. Poi il dipendente dichiara di aver letto le norme aziendali (sul comportamento, sulle ferie, sui permessi, ecc), che variano da azienda ad azienda.
La regola principale da tenere in considerazione e' l'evitare qualsiasi tipo di discrimeninazione: nei cv non deve mai apparire la data di nascita, nei colloqui sono vietate domande personali, quando un collaboratore chiede ferie non e' tenuto a motivare la domanda. Questo e' per dare degli esempi.

Si può licenziare un dipendente come e quando si vuole, ma chi lo fa deve essere pronto a giustificarsi. Non deve esserci il sospetto (magari immotivato) di licenziare una persona per l'eta', le inclinazioni sessuali, il credo, l'inclinazione politica, lo stato di salute, ecc. Gli avvocati sono agguerritissimi e le multe possono essere molto salate.
 
Deve essere concessa un'indennita' di licenziamento paragonabile a quella concessa ad altri dipendenti licenziati precedentemente (di solito e' in proporzione all'anzianita' di servizio e alla posizione).

Qui si dice che a tutti capita, prima o poi, di essere licenziato e di licenziare qualcuno. L'importante e' non rimanerci male quando succede.
 
Enrico Zanon
 

IL LIBRO NERO DEGLI SPRECHI DELLA PROVINCIA
"Tutto quello che avreste voluto sapere e non avete mai saputo su come vengono spesi i soldi dei cittadini padovani. Una guida completa alle assunzioni, alle consulenze e ai sondaggi inutili. Un imperdibile best seller che vi lascera’ di stucco"

Provincia di Padova

 

 

 

 

 


 Ecco cosa denunciano i consiglieri provinciali PD Fabio Rocco e Paolo Giacon

 
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