Ecco i riferimenti delle pricipali organizzazioni umanitarie attive in Haiti.
CARITAS ITALIANA
Si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: “Emergenza terremoto Haiti”.
Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma - Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119
Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)
CROCE ROSSA ITALIANA
Conto Corrente Bancario n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 - Roma - intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma. Codice Iban: IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020 Causale PRO EMERGENZA HAITI
È anche possibile effettuare dei versamenti online attraverso il sito web www.cri.it all’atto della scelta del progetto selezione “Pro emergenza Haiti”. Per donare 2 euro alla Croce Rossa Italiana “Pro Emergenza Haiti” basta inviare un sms da numero Wind e 3 al 48540. Il numero sarà attivo fino al 27 gennaio.
MEDICI SENZA FRONTIERE
carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25
APPELLO DA SOTTOSCRIVERE PER LA SALVAGUARDIA DELL’OSPEDALE DI CAMPOSAMPIERO
Si è da poco costituito un comitato per la salvaguardia dell'ospedale di Camposampiero, che ha proposto una raccolta firme per la salvaguardia dell'ospedale. Facciamo nostro questo appello e vi invitiamo a sottoscrivere la petizione on line di cui vi proponiamo il testo.
Nonostante la sottrazione del centro ictus e l’impoverimento del Centro Trasfusionale, tanto per citare gli episodi più recenti e clamorosi, l’Ospedale di Camposampiero è resta centro che può contare su importanti eccellenze e che assicura un servizio sanitario di alto livello a migliaia di persone.
L’Ospedale di Camposampiero è soprattutto una ricchezza del nostro territorio ed un patrimonio importante di tutti i cittadini del Camposampierese.
La necessaria integrazione degli Ospedali di Camposampiero e Cittadella e l’indiscutibile necessità di eliminare gli sprechi e contenere le spese non essenziali devono essere gestite nel superiore interesse dei cittadini e dei pazienti e non trasformarsi in un campo di battaglia dove contano le forze politiche e dove si impongono interessi particolari. La salute ed i diritti dei malati non sono né di Destra né di Sinistra, sono semplicemente diritti di tutti. Indistintamente.
Il recente trasferimento del centro ictus a Cittadella, ma soprattutto le modalità con cui è stato condotto, giustifica il timore di un progressivo impoverimento dell’Ospedale di Camposampiero a favore di altri centri “politicamente” più forti.
Al momento la criticità più forte riguarda il reparto di Neurologia.
Il paziente neurologico è una persona affetta da patologie particolarmente importanti: dai traumi neurologici derivanti da incidenti stradali, domestici o sul lavoro alle malattie croniche (Morbo di Parkinson, Morbo di Alzheimer, la Sclerosi Multipla, la SLA). Tutte malattie che cambiano la vita di chi ne è affetto e, forse ancor più, dei suoi familiari.
La ragionevolmente vicinanza al malato di un presidio ospedaliero che possa offrire una terapia adeguata, la possibilità di evitare a persone affette da patologie così invalidanti ed a chi se ne prende cura lunghi e continui spostamenti è una conquista alla quale non vogliamo rinunciare.
Tutto ciò premesso, chiediamo:
Il mantenimento del reparto di Neurologia a Camposampiero
Che si eviti ogni ulteriore ridimensionamento dell’Ospedale di Camposampiero ed impoverimento del servizio sanitario offerto.
Il rispetto dei diritti e legittimi interessi del cittadino e del malato da parte della Direzione Generale, che dovrà garantire maggiore trasparenza e condivisione
Una presa di posizione chiara e forte in proposito da parte del Comitato dei Sindaci e delle singole Amministrazioni Comunali del Territorio.
MENTRE IL GOVERNO NASCONDE LA CRISI E STA A GUARDARE
I DATI DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI PADOVA PER IL SISTEMA ECONOMICO DELLA PROVINCIA DI PADOVA MOSTRANO UNA SITUAZIONE PREOCCUPANTE DI FRONTE ALLA QUALE IL NOSTRO TERRITORIO ASPETTA RISPOSTE CONCRETE.
Nel 2009 circa 12.000 posti in meno;
Previsione per il 2010 oltre 4.000 posti in meno in tutte le zone della provincia (maggiore nelle aree a vocazione industriale come il camposampierese e conselvano);
Diminuzione ricchezza pro capite e minori consumi;
Aumento della disoccupazione del 60% rispetto al 2008;
CALO DELL’OCCUPAZIONE OLTRE IL 3%;
CONTRAZIONE DELLA PRODUZIONE;
OLTRE IL 20% ESPORTAZIONI IN MENO;
11.000 NUOVI DISOCCUPATI;
IL PD PROPONE UN PIANO PER IL LAVORO NELLA FINANZIARIA
SOSTEGNO AL LAVORO
SOSTEGNO AI REDDITI
SOSTEGNO ALLE IMPRESE
Estensione degli ammortizzatori sociali per tutte le imprese in crisi;
Estensione della cassa integrazione ordinaria;
Raddoppio delle risorse per i rinnovi contrattuali;
Sostegno ai redditi medio bassi (innalzamento delle soglie di detrazione per carichi di famiglia;
riconoscimento di detrazioni per oneri aggiuntive a favore delle donne lavoratrici;
maggiori detrazioni a favore dei soggetti che abbiano stipulato mutui (per l'acquisto della prima casa);
Pensioni (innalzamento del trattamento pensionistico aggiuntivo e 14 ^ mensilità);
Detrazione per oneri di locazione e assoggettamento del canone di affitto;
Innalzamento del limite di deducibilità fiscale degli interessi passivi e pagamenti della Pubblica Amministrazione;
Istituzione del fondo di garanzia interbancario finalizzato a facilitare l'accesso al credito delle imprese e il consolidamento dei debiti;
Deducibilità delle spese per il personale dipendente e assimilato dalla base imponibile Irap limitatamente alle società di persone e alle imprese individuali;
Proroga degli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici;
Sostegno al settore agricolo;
Questi gli Emendamenti alla Finanziaria 2010 proposti dal Partito Democratico
Asili parrocchiali: Incontro Ipa, Vicariati e Fondazione Bortignon per un primo esame Avviata un’indagine per salvare un prezioso modello educativo.
I segnali erano tanti e tutti preoccupanti: le scuole materne parrocchiali sono in forte sofferenza economica. Da tempo lo segnalavano i parroci e i laici impegnati nel servizio, ed i sindaci del Camposampierese ne avevano parlato con il prefetto di Padova Ennio Mario Sodano nell’ultima riunione del Comitato per la sicurezza, tenutosi a villa Baglioni di Massanzago. Per approfondire questi temi, individuare risposte e sinergie a sostegno di un servizio unanimemente ritenuto unico e prezioso per le nostre comunità, si è tenuto nei giorni scorsi un incontro promosso dal presidente dell’Ipa Silvia Fattore con i referenti dei tre vicariati presenti sul territorio (Camposampiero con don Leone e don Marco, San Giorgio delle Pertiche con don Delfino, Villanova di Camposampiero con don Giovanni), il presidente e il direttore della Fondazione Girolamo Bortignon, rispettivamente Michele Panaiotti e monsignor Franco Costa, ed il direttore dell’Unione dei Comuni, Luciano Gallo. Dall’incontro è innanzitutto emersa la fondatezza delle preoccupazioni: le scuole materne parrocchiali si dibattono in crescenti difficoltà economiche, finanziarie ed organizzative, in un settore per di più attraversato da profondi cambiamenti demografici e sociali. Concordando sul ruolo strategico ed educativo del modello rappresentato dalle scuole materne parrocchiali, è stata formalizzata la collaborazione tra l’Ipa del Camposampierese ed i tre vicariati del territorio. In particolare, è stato deciso di svolgere una mappatura della situazione presente, sensibilizzando e coinvolgendo gli organismi pubblici, a cominciare dalle scuole, per arrivare ad un progetto condiviso. In particolare, la Fondazione Bortignon raccoglierà il maggior numero di informazioni nelle parrocchie, mentre l’Unione dei Comuni, oltre a mettere a disposizione il proprio Centro studi, consulterà i Comuni e le due scuole materne statali. Una prima verifica delle indicazioni che emergeranno dalle due indagini sarà approfondita in un secondo incontro programmato all’inizio di dicembre.
Acqua a pagamento!!! l’acqua non è più di tutti. Da oggi sarà monopolio dei privati,
19 Novembre 2009
L’acqua non è più di tutti. Da oggi sarà monopolio dei privati, di pochi centri di potere e, con molta probabilità, della criminalità organizzata. L’ultima aberrazione di un governo che non conosce vergogna porta il nome di decreto Ronchi e ha visto la luce questa mattina, anche se di fatto tutto è stato deciso nel pomeriggio di ieri.
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, chiedere la fiducia è il massimo. A poche ore di distanza dalle affermazioni del presidente del Consiglio, che definisce “solida” la sua maggioranza, il governo inaugura la sua fiducia numero 26, quella che darà il via alla privatizzazione dell’acqua. Ancora una volta il Parlamento viene espropriato del suo ruolo: il Governo lo considera un luogo dove avallare scelte, sbagliate, adottate con poco criterio. Il decreto “salva- infrazioni” che contiene la riforma dei servizi pubblici locali, compresa la gestione dell’acqua è stato votato da 590 deputati e approvato con 320 sì, contro i 270 no dell'opposizione.
Entro due anni potrebbe essere venduto tutto il comparto idrico pubblico per essere affidato a privati, o per essere ceduto a società miste nelle quali l’eventuale partecipazione pubblica non dovrà superare il 40%. Il tutto smuoverà negli anni un giro di denaro da 8 miliardi di euro, motivo che ben vale l’uso, quanto mai inappropriato, che dovrebbe essere essere caratterizzato da requisiti di “necessità ed urgenza” . L’opposizione ha chiesto l’intervento del Presidente della Camera considerate, sia nel merito che nella forma, le conseguenze che potrebbe comportare l’efficacia di una disposizione del genere. I rappresentanti del Pd e dell’opposizione, inoltre, hanno affermato congiuntamente che “ancora una volta la Camera è stata espropriata dalla possibilità di discutere e modificare i provvedimenti del governo”.
Nonostante l’ “espropriazione” , chi pensava che il voto di ieri sarebbe stato facile come bere un bicchier d’acqua ha dovuto fare i conti con due “piccoli imprevisti”. In primo luogo il Partito Democratico che, presente in aula per il 95%, si è schierato compatto e ha mandato sotto la maggioranza ben quattro volte, ottenendo l’approvazione di altrettanti ordini del giorno e la resa “definitiva e incondizionata” del ministro Ronchi. Messo alle strette, infatti, l’ideatore del decreto ha dovuto interrompere le votazioni e accogliere passivamente gli altri odg, trasformandoli in raccomandazioni e regalando al PD la sua 32esima vittoria sul governo. Un episodio che ha aggiunto pepe al clima non proprio disteso che aleggia nella maggioranza e che ha monopolizzato l’attenzione di chi era in transatlantico. Il capogruppo Pdl Cicchitto era fuori di se, continuava a ripetere ai suoi: “Così non si va avanti”. Cinque parole che sono un monito per quei ministri che una volta erano amici, compagni di squadra e d’avventura e che oggi fanno a gara di assenza costringendo lui, Cicchitto, all’ennesima figuraccia.
Ma le figuracce non sono un’esclusiva del Pdl. Il secondo boccone amaro riguarda la Lega che ieri, fra gli scranni di Montecitorio, ha lasciato la faccia e la credibilità. Il partito “del popolo del nord” si è allineato al diktat del governo e ha votato la stessa legge che per mesi aveva criticato, rivendicando l’acqua come risorsa pubblica. La coerenza è andata a farsi un bagno in nome della poltrona, motivo per cui è toccato al patron del carroccio, Umberto Bossi, alzare la voce e richiamare all’ordine i pochi tormentati dal senso di colpa: “Non si muore per una legge, ma si muore se cade il governo”. Insomma, anche per il leghista duro e puro, l’importante è partecipare. Il come è del tutto secondario…
Il capogruppo PD alla camera Dario Franceschini afferma. ''Ormai siamo di fronte ad una maggioranza lacerata da continue divisioni quotidiane che non riesce nemmeno piu' a garantire le presenze in aula. Andare sotto quattro volte in una giornata disponendo di una maggioranza di oltre 70 deputati e' segno di una crisi gravissima''.
Marina Sereni, vicepresidente del PD ha dichiarato che “la Camera farà un opposizione netta e intransigente affinché il decreto 135 venga fermato e modificato”, ha poi aggiunto che “è del tutto inaccettabile che ancora una volta il Governo in maniera frettolosa e pasticciata tenti di affrontare un tema complesso e articolato come quello delle risorse idriche e dei servizi pubblici locali in un decreto che si occupa di infrazioni rispetto alle normative comunitarie”, ha poi aggiunto.
Il deputato del PD Jean Leonard Touadi ha dichiarato che “le motivazioni di urgenza addotte dal Ministro dei rapporti con il Parlamento sono assolutamente pretestuose. Il provvedimento tocca un aspetto fondamentale della vita dei cittadini e delle comunità locali, e su questo il dibattito parlamentare è indispensabile per evitare che il business di pochi prevalga sulla necessità di tutti. Mi chiedo se la prossima mossa della maggioranza non sarà quella di sottoporre alla fiducia anche l’aria che respiriamo”
“L'ordine del giorno della Lega sull'acqua è una presa per i fondelli, un modo per pulirsi la coscienza, che però non cambia le cose”. Così Ermete Realacci commentando l'annuncio da parte della Lega di un ordine del giorno che chiede di modificare le norme che liberalizzano i servizi pubblici locali, contenute nel decreto Ronchi. “L'unica ragione - ha continuato Realacci - per cui il governo ha posto la fiducia su questo decreto è proprio questa normativa sulla privatizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici locali. Oltretutto essa non è necessitata da alcun vincolo o obbligo comunitario; è una scelta solo politica, che contraddice la posizione storica della Lega. È una presa per i fondelli. La Lega presenterà un documento che si farà approvare dal governo”.
Anche per Roberto Della Seta, senatore PD, “è indecente il doppio gioco della Lega sull'acqua: con Calderoli firma il decreto che obbliga alla privatizzazione dei servizi idrici, in Parlamento fa finta di non essere d'accordo. Con l'aggravante della fiducia sul decreto. Etica pubblica vuol dire anche non prendere in giro i cittadini. E oggi i cittadini devono sapere che la Lega è uno dei principali artefici di una norma che consegnerà il business dell'acqua a quattro o cinque multinazionali, impedendo ogni efficace controllo pubblico sui criteri d'uso, sul prezzo, sulla tutela di un bene comune come le risorse idriche”.
Camposampiero: fonderia Anselmi, è cassa integrazione. Il PD rilancia il fondo di solidarietà
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Il Partito Democratico di Camposampiero esprime la massima solidarietà ai 159 operai della Fonderia Anselmi, che a partire da lunedì 15 febbraio, saranno in cassa integrazione. Secondo quanto si è appreso dalla stampa, l'azienda sarebbe stata costretta a chiedere la cig per mancanza di commesse. Nell'ultimo anno, l'azienda aveva già perso 80 posti di lavoro tra contratti a tempo determinato, interinali e licenziamenti e di fatto il ricorso alla cig era partito già a settembre, anche se a rotazione. Ora però il ricorso alla cig è massiccio e riguarda tutti gli operai, le cui famiglie vivono con trepidazione questo momento di crisi economica, col rischio di perdere la principale fonte di reddito.
Le proposte che il pd di Camposampiero sta elaborando e intende portare avanti, per affrontare questa preoccupante situazione, vanno in due principali direzioni:
Utilizzare i 46.000 euro del fondo di solidarietà, non ancora assegnati (ne furono assegnati 4.000), per indire un nuovo bando, questa volta con criteri meno stringenti, che possa essere di auito per tutte le persone che nel nostro comune hanno perso il posto di lavoro e si trovano a vivere in ristrettezze economiche.
Cercare di fare squadra tra aziende, enti pubblici, associazioni di categoria del camposampierese, per rilanciare le aziende e salvaguardare i posti di lavoro nel nostro territorio, attraverso una serie di aiuti e incentivi di varia natura alle imprese, condizionati però alla salvaguardia dei posti di lavoro.
il Circolo del Partito democatico di Camposampiero
Ultimo aggiornamento (Lunedì 08 Febbraio 2010 14:28)
Camposampierese: Scuole, lo stato non paga
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Pericolo di tracollo finanziario per le scuole del camposampierese, è questo il grido di allarme lanciato dalle direzioni didattiche e istituti comprensivi di Vigonza, Camposampiero, Borgoricco, Cadoneghe, Campodarsego, Limena, Loreggia, Massanzago, Piombino Dese, San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle, Trebaseleghe, Vigodarzere, Villa del Conte e gli istituti superiori Newton e Pertini di Camposampiero. Il credito che vantano gli istituti nei confronti dello stato, varia dai 150-200 mila euro degli istituti superiori ai 30-40 mila euro di istituti più piccoli, fondi necessari per l'attività scolastica. La prima conseguenza è che non ci sono più i soldi per i supplenti, quindi se un'insegnante si ammala, tutti a casa; la seconda conseguenza è la pulizia e l'igene della scuola, visto il taglio del 25% dei fondi per le pulizie.
E' giunto il momento di chiedere il conto al ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini!
La politica della scuola non può essere dettata solo dal ministro dell'economia Tremonti.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 08 Febbraio 2010 14:37)
Il Futuro della Sanità nel Camposampierese
Author: Administrator |
Gli incontri pubblici passano … i problemi restano!
La notizia dell’annullamento dell’incontro pubblico del 9 febbraio sul futuro della Sanità nel Camposampierese per imprecisati “problemi organizzativi” desta qualche sospetto (il Sindaco Zanon e la Lega/Bitonci/Marcato, non invitati, ne sanno niente?), ma soprattutto lascia irrisolte alcune questioni che stanno a cuore ai cittadini utenti.
In questi anni abbiamo assistito agli assordanti silenzi di molti Sindaci; alle “improvvise amnesie” di chi ha raggiunto importanti poltrone istituzionali con i voti e l’appoggio di quanti si riconoscono nella maggioranza che governa la Regione Veneto da molti anni e a consiglieri regionali che governavano a Venezia e facevano finta di fare opposizione a livello locale.
C’era la preoccupazione che anche nell’incontro “saltato” sarebbe stato detto … che tutto andava bene … che non c’era motivo di preoccuparsi … che vi era la necessità di “fare squadra” … ecc. ecc. E che, in questo modo, si rischiava di aggiungere parole a parole, senza affrontare alcuni noccioli del problema.
Ad esempio, sarebbe stato interessante sapere dai relatori cosa ne pensavano dell’affermazione del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Padova che, intervistato su “La Piazza” da Francesco Cassandro circa un anno fa, riguardo al nuovo ospedale di Padova, affermava tra l’altro: "Quello che nascerà deve essere il prototipo dell'ospedale di livello provinciale, in cui concentrare le risorse per garantire cure di alta qualità ad un bacino molto più ampio dell'attuale Ulss. D'altronde se non avremo più medici a sufficienza, l'unica strada possibile è quella di riunire le forze in pochi poli d'eccellenza". Parole che rappresentano una vera e propria pietra tombale sulla necessità di una sanità quali-quantitativamente diffusa e vicina alla popolazione.
Oppure, sentire il funzionario regionale e la Direzione dell’ULSS spiegarci perché non si dà seguito a quelle norme di legge che garantiscono i diritti dei cittadini in tema di sanità. Ad esempio l’allineamento dei tempi di attesa delle prestazioni in ambito pubblico con quelli dell’attività privata“al fine di assicurare che il ricorso a questa ultima sia conseguenza di una libera scelta del cittadino e non di carenza nell’organizzazione dei servizi resi nell’ambito dell’attività istituzionale”. (Legge n. 120 del 3 agosto 2007)
O ancora, avremmo chiesto perché non cogliere l’occasione dell’attivazione delle nuove sale operatorie per utilizzare quelle esistenti, ancora in perfetta efficienza, creando un centro provinciale per una particolare attività chirurgica, come ad esempio un Centro Traumatologico (vedi l’elevato numero di incidenti stradali e sul lavoro), invece di “inviarle alla rottamazione”, rilanciando così il Presidio Ospedaliero di Camposampiero.
O infine, ci sarebbe piaciuto sentire parole e fatti chiari sul garantire a livello territoriale delle strutture distrettuali e/o dei medici di famiglia,una serie di attività di diagnosi e assistenziali (controlli, medicazioni, piccola chirurgia, ecc.), senza intasare inutilmente la struttura ospedaliera.
Da anni siamo nell'attesa di risposte concrete da parte non solo della politica che governa in regione da molti anni (con assessori alla sanità prima di forza italia e poi della lega), ma anche di chi, da questa politica, ha avuto l’onore e l’onere di garantire ai cittadini, in modo equo e universale, il diritto costituzionale alla salute.
Alla fine ci si chiede:Ma interessa veramente a qualcuno il futuro della sanità pubblica del Camposampierese?
Ultimo aggiornamento (Lunedì 08 Febbraio 2010 15:08)
Camposampiero: Sì ai controlli, ma nel rispetto dei ruoli e delle persone, come in passato.
Author: Administrator |
Uno dei doveri principali di un’amministrazione è quello di garantire la sicurezza della cittadinanza. E’ per questo che la precedente giunta Volpato non solo aveva avviato i controlli delle residenze tramite i vigili dell’Unione dei Comuni del Camposampierese, ma aveva anche programmato l’installazione di una rete di telecamere (una decina in gran parte già operative), con l’obiettivo di presidiare maggiormente il territorio.
Detto questo, come lista Insieme per Camposampiero non vogliamo assolutamente entrare nel merito delle vicende giudiziarie: la giustizia farà il suo corso.
Sul fronte politico invece ribadiamo con forza la nostra posizione. La questione non è essere a favore o meno dei controlli delle residenze da parte dei vigili - anzi siamo convinti della loro necessità e li abbiamo avviati noi in passato -, ma di come ed in che clima sono stati fatti questi controlli. Durante il periodo estivo infatti si sono susseguite le uscite sui giornali della giunta Zanon a scopo puramente mediatico che dipingevano Camposampiero come invivibile (“a Camposampiero la domenica non si può uscire”). Tali esternazioni hanno nuociuto alla serenità della nostra comunità, alimentando ad uso politico e propagandistico una sensazione di insicurezza. A questo si sono aggiunte le dichiarazioni del sindaco Zanon, che ha criticato pesantemente l’operato dell’Unione dei Comuni in tema di sicurezza entrando in frizione con i primi cittadini della zona.La presenza dell’assessore durante i controlli risulta poi assolutamente inopportuna. Dopo le sconsiderate ronde dei cittadini volute dalla Lega, avremo le ronde degli assessori ?
Delle azioni di sicurezza devono occuparsene soltanto i corpi di pubblica sicurezza, secondo le direttive impartite dalla magistratura e dagli amministratori pubblici. La separazione dei compiti deve rimanere assolutamente netta, altrimenti arriveremmo al paradosso che l'assessore alla sanità dovrà indossare il camice per controllare il malato e l'assessore all'istruzione dovrà salire in cattedra per controllare l'apprendimento degli studenti.
E’ in questo clima e contesto che i nostri vigili dell’Unione si sono trovati a dover operare, e ad essere addirittura oggetto di indagine svolgendo il loro lavoro. Da anni sono impegnati a garantire la sicurezza dei cittadini, ma mai erano stati messi nella condizione di doversi difendere rispetto al loro operato. I controlli devono essere fatti, ma mirati e mai strumentali secondo le regole stabilite dalla legge e nel rispetto delle persone, per garantire serenità e sicurezza alla nostra comunità perché qualcuno, di fatto, ha trascinato i vigili dell’Unione in una strumentale esibizione mediatica. Ci pare che la Giunta Zanon abbia le idee parecchio confuse sulla delicatissima questione della sicurezza, che non voglia ammettere il plateale errore commesso e che abbia mancato e che manchi del giusto equilibrio nell'affrontare tali problematiche, confondendo i ruoli di amministratore con chi deve invece occuparsi concretamente delle azioni di controllo e creando un artificioso clima di tensione ed insicurezza nella comunità mai avvertito nel passato anche se i controlli venivano fatti. Per quanto riguarda la tanto sbandierata legalità rimane un quesito. Ma se la legalità è uno dei temi fondamentali della Giunta Zanon come mai Camposampiero non ha mai approvato il protocollo di intesa con la Guardia di Finanza, trasmesso dalla Provincia di Padova, sottoscritto da numerosi comuni della nostra zona come Cittadella, Villanova di Camposampiero e San Giorgio delle Pertiche e tanti altri ? Un accordo finalizzato a controllare che chi riceve contributi dal Comune ne abbia realmente diritto. Ancora una volta tante parole e interviste ma pochi fatti concreti.
Ultimo aggiornamento (Domenica 07 Febbraio 2010 17:25)
Camposampiero: "Abbaglio di Serato sui conti di Villa Campello"
Ma quale risparmio ottenuto per la progettazione dei corpi illuminanti; nessuno ha mai dato l’incarico!
In occasione del Consiglio Comunale del 23 novembre 2009 l’Assessore Serato aveva fornito una serie di numeri relativi ai lavori di ristrutturazione di Villa Campello (importante opera finanziata dalla precedente Giunta Volpato, con l’obiettivo di farne la casa delle associazioni e spostarvi la biblioteca), lamentando un aumento spaventoso dei costi, spese tecniche esagerate e lavori non necessari.
Non si capisce proprio da dove il neo Assessore abbia ricavato queste informazioni, ribadite addirittura in un successivo volantino distribuito in paese a nome della Lista Civica Camposampiero Città - Progetto Cambiamento (per fortuna non a firma PDL e Lega), che ad una verifica successiva si sono dimostrate assolutamente prive di fondamento.
Più nel dettaglio:
l’incremento dei costi rispetto al progetto definitivo approvato è molto più contenuto di quanto dichiarato dall’assessore, in quanto il costo dell’opera da bilancio è aumentato da € 2.375.600 ad € 2.641.600, con una crescita quindi di € 266.000 ben lontani dagli € 700.00 dichiarati dall’amministrazione. L’incremento è legato a lavori e migliorie aggiuntive imprevedibili al momento della progettazione e necessarie, emersi com’è ovvio per un intervento di ristrutturazione di un edificio storico del settecento sottoposto ai vincoli della Soprintendenza, solo nel corso dell’esecuzione dei lavori. Sono opere che hanno riguardato il rifacimento del tetto, il consolidamento della muratura, i serramenti e la tinteggiatura che hanno indiscutibilmente migliorato la struttura;
Capitolo spese tecniche. L’incidenza sui lavori è molto più contenuta (18 % e non 26 % come dichiarato dall’Assessore), in quanto va calcolata sull’importo lordo dei lavori e al netto di Iva e Cassa, e su livelli assolutamente normali per interventi di ristrutturazione come Villa Campello. Ricordiamo all’assessore che equiparare interventi di ristrutturazione di questo tipo a costruzioni ex novo non ha proprio senso. Sarebbe interessante sapere dall’Assessore, visto che ha lanciato la prima pietra, se nei tanti lavori pubblici in cui è intervenuto come tecnico, le spese tecniche abbiamo raggiunto percentuali simili ?
Progettazione corpi illuminanti. Qui sta l’ennesimo abbaglio di Serato. Nessuno ha mai approvato le spese progettuali per corpi illuminanti pari ad € 20.000, né l’amministrazione Volpato né il funzionario preposto. Prova ne è il fatto che semplicemente Serato, in linea con il passato, ha deciso di non dare quell’incarico (per cui qual è il risparmio che dice di aver brillantemente ottenuto ?);
Aveva detto: completeremo i lavori della Villa Campello attingendo da uno speciale capitolo per gli arredi già stanziato (dalla giunta precedente) senza incrementi di spesa! Pochi giorni dopo, puntualmente, ha smentito se stesso, aggiungendo altri € 20.000 a quel capitolo.
In ogni caso quello che amareggia di più in tutta la vicenda, è che manie di protagonismo di una parte della maggioranza, abbiano creato artificiosamente l’ennesimo motivo di polemica su di un opera (attesa da anni) che invece offrirà un nuovo ed importante servizio per la cittadinanza, le scuole e le numerosissime associazioni del Paese.
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 03 Febbraio 2010 12:35)
Elezioni regionali Veneto: Bortolussi Puppato per battere Zaia
Author: Administrator |
31 Gennaio 2009
Venerdì Bersani é intervenuto al Bo, all'università di Padova, ad un convegno organizzato dall’associazione culturale Antonio Rosmini sull’enciclica di papa Benedetto XVI e ha lanciato la coppia Bortolussi-Puppato per battere Zaia alle prossime elezioni regionali.
Bersani ha detto che: «Per la Regione, come è buon uso nostro i contendenti sono una coppia, non due avversari. Abbiamo espresso un candidato - Bortolussi - che può parlare a una fetta ampia, dell’economia e della realtà sociale veneta. Poi abbiamo fatto emergere la figura della Puppato, su cui contiamo molto per il partito. In queste settimane non abbiamo perso tempo: abbiamo avuto questioni da discutere, anche per gli schieramenti».
Giuseppe Bortolussi è infatti il candidato presidente alle elezioni reguionali per la coalizione di centro-sinistra, e sarà affiancato da Laura Puppato alla quale è stato chiesto di partecipare come capolista del PD, e accettando la proposta ha affermato: «Ho dato la mia disponibilità perché credo nel Pd. Bersani venerdì a Padova ha confermato la serietà della proposta: in caso di vittoria di Bortolussi, diventerei il suo alter ego, scatterebbe un ticket».
Ultimo aggiornamento (Lunedì 01 Febbraio 2010 16:16)
Per non dimenticare
Author: Administrator |
E' il Giorno della memoria. Memoria dell'Olocausto, memoria dell'orrore compiuto dall'uomo sull'uomo. Una memoria necessaria più che mai oggi per ricordare il passato e vigilare sul presente.Senza radici comuni i popoli non possono avere un presente degno della loro storia e tanto meno costruire un futuro. Oggi ricordiamo le vittime del nazismo, gli orrori di quello sterminio, le persecuzioni e i campi di concentramento.
Quanti hanno perso al vita sotto il nazismo in una strage meticolosamente portata avanti per anni?
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 27 Gennaio 2010 15:27)
Camposampiero, Scuole Superiori: Cittadella ci scippa anche il liceo Linguistico
Author: Administrator |
Da quanto apprendiamo dalla newsletter periodica dell' Unione dei Comuni, i sindaci del camposampierese, sono molto allarmati delle notizie uscite sulla stampa locale che riferiscono dell’attivazione del liceo linguistico all’istituto Tito Lucrezio Caro di Cittadella. Essi hanno chiesto un incontro con il presidente della Provincia Barbara Degani e l’assessore alla Pubblica istruzione, Fabio Conte, per chiarire la veridicità di tali notizie.
I sindaci infatti, ribadiscono: “Il liceo linguististico, come nuovo indirizzo era stato richiesto anche dall’istituto Newton di Camposampiero, con un pacchetto organico di proposte di confluenza e di nuovi indirizzi dei due istituti superiori di Camposampiero, condivise e sostenute dall’intero tavolo dell’Intesa programmatica d’area del Camposampierese “.
Il via libera a Cittadella, sarebbe stato dato dalla Conferenza d’Ambito del 16 dicembre scorso. Qualche ora dopo, in un incontro dello stesso tipo nel Camposampierese, la Provincia aveva preso tempo rinviando la decisione al momento dell’approvazione definitiva dei regolamenti della scuola secondaria di secondo grado.
A quanto pare la provincia avrebbe usato due pesi e due misure! Il tutto a favore del cittadellese. Se così fosse, anche per le scuole si stanno delineando gli stessi meccanismi che hanno portato allo scippo del centro Ictus dal reparto di neurologia dell'Ospedale di Camposampiero.
Ultimo aggiornamento (Giovedì 28 Gennaio 2010 09:39)
Camposampiero: Impianti sportivi di Rustega "polemiche assolutamente strumentali"
Author: Administrator |
24 Gennaio 2010
L’ATTUALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE CONFERMA IL PROGETTO PER AMPLIAMENTO DEGLI IMPIANTI SPORTIVI DI RUSTEGA DELLA PASSATA AMMINISTRAZIONE.
Apprendiamo con piacere che la Regione ha deliberato il rifinanziamento di € 200.000 per il completamento degli impianti sportivi di Rustega, dopo che a luglio 2009 aveva revocato un contributo concesso per la medesima finalità (gli atti erano completi, ma mancava un parere da parte del Coni. Già allora l’assessore regionale Giorgetti aveva confermato la possibilità di rifinanziamento,rifacendo subito la domanda).A questo punto è opportuno chiarire alcuni passaggi altrettanto indispensabili per permettere l’ampliamento degli impianti sportivi di Rustega. L’intervento ovviamente necessitava di un’area attigua agli impianti sportivi già realizzati che non era di proprietà del Comune. Fallito un primo tentativo di accordo con la Diocesi di Treviso, competente per la Parrocchia di Rustega, è iniziata una lunga fase di negoziazione con i titolari del terreno adiacente, che si è conclusa positivamente con la sottoscrizione di un accordo pubblico-privato inserito nella variante urbanistica approvata dalla precedente Amministrazione.
Solo a quel punto è stato possibile avviare la fase di progettazione, in stretta collaborazione con Parrocchia e società sportiva Don Bosco, che ha portato all’elaborazione di un progetto che prevede l’ampliamento degli spogliatoi e la realizzazione di un campo di calciotto.
Avremmo apprezzato se il Vice-Sindaco Gumiero, nel rendere nota la notizia del rifinanziamento, avesse ricordato, oltre all’impegno del Consigliere Ruffato (da sempre attento alle esigenze del territorio), anche la collaborazione dell’altro rappresentante regionale della zona F. Frasson e l’importante lavoro svolto dall’allora vice sindaco Oriano Squizzato,che due anni fa partiva da zero nella definizione del progetto e nell’acquisizione dell’area necessaria. Come detto, infatti, la nuova amministrazione può oggi contare su di un accordo pubblico-privato che ha messo a disposizione l’area per l’intervento e sul progetto degli impianti sportivi della frazione, già redatto su incarico dell’amministrazione Volpato (la giunta Zanon nella sostanza si è limitata a riproporre il progetto già elaborato).
Resta l’amarezza nel vedere che un intervento tanto atteso dalla frazione, costruito dall’amministrazione precedente per rispondere alle sempre maggiori necessità degli utenti degli impianti sportivi di Rustega, con passaggi delicati con la società sportiva Domenico Savio, con la Parrocchia e con i privati coinvolti, sia diventato uno strumento di attacco politico anziché di collaborazione per il bene della comunità. E dispiace che il vice sindaco Gumiero si sia lasciato coinvolgere in queste polemiche assolutamente strumentali.
In questo caso come nel completamento degli impianti sportivi di Via Corso, che l’Assessore Bellotto ha dichiarato di voler completare, ci sarà sempre la nostra collaborazione.
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 27 Gennaio 2010 11:09)
Veneto Elezioni Regionali: Bortolussi è il candidato del PD per la presidenza alla regione
Author: Administrator |
23 Gennaio 2010
Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre e assessore comunale a Venezia, è il candidato che il Pd proporrà al centrosinistra per la sfida elettorale delle prossime regionali in Veneto. L'esecutivo del Pd ha votato a scrutinio segreto sulle due proposte, Laura Puppato e Giuseppe Bortolussi. Alla fine ha prevalso Bortolussi con 39 voti contro i 29 della Puppato, 2 gli astenuti. Un risultato che evita il ricorso in extremis alle primarie, ma conferma la profonda divisione all’interno del partito, in particolare tra la città e la provincia.
Nell'aprire i lavori la segretaria regionale Rosanna Filippin aveva sottolineato l'impossibilità di giungere ad un accordo con l'Udc per l'individuazione di un candidato comune, spiegando la scelta di posticipare da giovedì a oggi la decisione con la volontà di permettere al partito "una riflessione conclusiva che consentisse di proporre al centrosinistra una candidatura autorevole".
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