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Oggi: Set 07, 2010

La crisi economica sta colpendo in modo particolare le aree più industrializzate, tra cui il Camposampierese.

La crisi economica sta colpendo particolarmente le aree più industrializzate e caratterizzate da un tessuto di piccole medie imprese che lavorano conto-terzi. Nella provincia di Padova il  Camposampierese è il più colpito dalla crisi.

Alcuni dati:

  • Il valore aggiunto del Camposampierese nel 2009 è diminuito del  6,6%, nel Cittadellese del 5,6%, nel Conselvano 6,3% su una media provinciale del 4,8% .
  • Padova città, ha accusato una contrazione del valore aggiunto di solo il  3,1%, il più basso dell'intero territorio provinciale. La sua economia è volta soprattutto verso i servizi.
  • Il tasso di disoccupazione sia a livello regionale che provinciale è a quota 5% nel 2009, ma sembra destinato a crescere e ad arrivare al di sopra del 6% nel 2011.
  • Nel  Camposampierese oggi ci sono 1.121 posti di lavoro in meno, pari al 10% dei posti persi nell’intero territorio  provinciale. Vi è poi un calo del 31% delle assunzioni e  le assunzioni degli  stranieri sono calate del 38%.
  • Guardando al futuro, le generazioni più giovani sono quelle che rischiano di più.  Secondo alcune stime i nati tra il 1989 e 1992, rischiano  nel nostro territorio, di non avere prospettive occupazionali.

In questa situazione emerge una priorità, la difesa dei posti di lavoro. Ma come farlo...?

Due sono le direzioni che riteniamo sia utile seguire, una per l’immediato e una per il “dopo-crisi”:

  • Per l’immediato, bisogna mettere in campo tutte le risorse possibili per fronteggiare l’emergenza attraverso ammortizzatori sociali, fondi di solidarietà, microcredito, aiuti alle imprese senza dimenticare i lavoratori autonomi e i piccoli imprenditori. Ma questo non basta è necessario aumentare l’efficacia di questi provvedimenti, facendo in modo che siano tra loro coordinati, e non che ogni comune, associazione, gruppo sia lasciato solo nell’agire. Serve un tavolo di concertazione per aumentare l’efficacia degli sforzi.
  • Per il “dopo-crisi”, è necessario che i posti di lavoro persi, non siano persi per sempre. Ma come farlo?  Facendo in modo che le imprese, che riusciranno superare questo momento, siano portate a reinvestire e a creare qui, nuova occupazione. Per questo, è utile che nel territorio vengano messe in atto delle politiche condivise tra comuni, associazioni di categoria e imprese, istituendo dei tavoli in cui si affrontino questi tre principali temi:

La tecnologia:

con lo sviluppo delle reti di comunicazione a banda larga, anzi, sempre più larga, le reti cosiddette super-veloci per rendere il nostro territorio appetibile e connesso col mondo. Affrontando poi il tema dell’energia, che sempre di più incide nei costi di produzione, attraverso l’incentivazione della creazione di piccoli impianti di generazione, fotovoltaica, idroelettrica, biogas ecc. L’effetto ottenuto sarebbe la riduzione dei costi e la creazione di nuovi posti di lavoro.

Il capitale umano:

è necessario aiutare i lavoratori a ricollocarsi, a riconvertirsi alle nuove sfide. Offrire formazione, e luoghi di scambio di informazione e di conoscenza, permetterebbe a ciascuno di sfruttare al meglio le opportunità esistenti.

La coesione sociale:

servono delle politiche giovanili, educative, per rafforzare i giovani e renderli pronti ad affrontare le nuove sfide.  Di  incentivi alle imprese, che vedano il giovane come una opportunità e non un costo perché bisognoso di formazione;

servono serie politiche sull’immigrazione, che vadano nella direzione dell’integrazione e della formazione degli immigrati che vivono e risiedono nel territorio, abbandonando le politiche di propaganda e di scontro etnico, che a lungo andare deteriorano e lacerano il tessuto sociale dei luoghi in cui viviamo. Un’impresa fatica a insediarsi dove manca la coesione sociale, e questo vale soprattutto per le imprese ad alto valore aggiunto e di servizi.

 

Circolo Partito Democratico di Camposampiero 

Commenti (3)
  • Hastung  - parte seconda
    ...i soldi dei cittadini, dandoli in pasto a banchieri e finanzieri senza obbligarli a cambiare i loro metodi di lavoro
    -sale la disoccupazione? via di ammortizzatori sociali per 1/2/3 anni o più...senza nessun piano di riassorbimento
    Non vedo proprio dove si possa andare in questo modo e, infatti, già si sentono le sirene di altre bolle speculative a Dubai e chissà dov'altro...
    Il PD deve fare queste battaglie con la base elettorale, non deve lasciare gli operai ad ascoltare Minzolini che li dice che la crisi è finita e nessuno ha reagito meglio dell'Italia, perché c'è chi non accetta l'informazione attuale, ma c'è anche chi, perso il lavoro, ha bisogno di sentirsi avvicinato dai politici e la carenza cronica del PD non solo spalanca le porte a Berlusconi, ma anche porterà ad avere Di Pietro come capo dell'Opposizione e il Pd partito satellite
  • Hastung  - cambiare punto di partenza
    Secondo me si fa un errore di fondo sull'affrontare la principale piaga che la crisi porta con sè, ossia la disoccupazione e il crollo delle piccole aziende (i multi-miliardari che hanno creato la crisi son sicuro che se la passano benone ancor oggi). Da destra e sinistra vedo solo interventi curativi a breve termine, cassa integrazione, ammortizzatori sociali, ecc... Però questo non risolve niente. Io non sono un economista quindi non ho idea di quali siano le ricette giuste. Penso però che emendamenti realmente necessari da proporre devono avere come punto di partenza il voler ricreare quelle condizioni per cui si ritorni ai livelli di occupazione antecedenti alla crisi. Anzi migliorare le condizioni perché si sta perdendo l'occasione di rimodellare il sistema economico in modo da evitare la prossima crisi (visto che è comprovato che il sistema attuale va incontro ad un ripiegamento ogni 30/40 anni). Finora si è proceduto in due soli modi:
    -il sistema crolla? alimentiamolo con i soldi dei cittadini, facciamo credito alle banche senza obbligare banchieri e finanzieri a modificare i metodi di lavoro
    -sale la disoccupazione? via con gli ammortizzatori sociali per 1/2/3 anni o più...
    non capisco proprio dove si possa arrivare con questo sistema e infatti già suonano sirene di bolle speculative a Dubai e altrove.
    Il Partito Democratico secondo me sta peccando (come sempre) di coraggio, bisogna dirgliele queste cose alla gente, sennò la massa ascolta Minzolini che racconta le favole che la crisi è finita e che l'Italia è il paese che ha reagito meglio e gli operai in cassa integrazione corrono tutti a votare il vate Berlusconi
  • GMarco  - il MAXIEMENDAMENTO
    ...poi arriva il MAXIEMENDAMENTO che di fatto non permette alcuna discussione, anzi nelle sue pieghe nasconde trabocchetti e leggine di varia sconsiderata natura (taglio sovvenzioni alla stampa e simili..... Il tutto si chiude con un bel voto di fiducia alla faccia della democrazia....
    Qualcuno ha detto: "Non esiste un limite all'utilizzo del voto di fiducia??" ...e se proponessimo una semplice leggina sull'argomento??
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