Camposampiero, 18.02.2010
 
251mila abitanti, due ospedali con 405 posti letto ciascuno e diverse specializzazioni di eccellenza (come cardiologia, urologia, ostetricia), servizi ben distribuiti nel territorio e una peculiarità: essere l’unica ulss veneta ad avere le deleghe ai servizi sociali da parte di tutti i sindaci dei comuni afferenti, 28, che permette di garantire omogeneità di servizi ed equità ai cittadini. «L’Ulss 15 dell’Alta Padovana con i suoi due poli ospedalieri è sicuramente un esempio di buona gestione ed efficienza. Sono convinto che si debba salvaguardare queste eccellenze anche dopo la realizzazione del nuovo ospedale di Padova, cosa che peraltro necessiterà di molti anni ancora». Così ha commentato il candidato PD a consigliere regionale Claudio Sinigaglia, ieri in visita alle strutture sociosanitarie di Camposampiero, rassicurando i vertici della ulss guidata dal direttore generale Francesco Benazzi.
 
Con lui e il suo staff il candidato ha parlato del futuro dei servizi sociosanitari nell’Alta Padovana e di quali sono le esigenze del territorio. Tra i punti emersi dal colloquio con i vertici aziendali la preoccupazione che una eventuale riorganizzazione delle ulss a livello provinciale possa creare disagi ai cittadini. «Un riordino – hanno spiegato - dovrebbe tenere conto non tanto dei confini della provincia quanto dei flussi di spostamento per così dire tradizionali degli utenti. Per i residenti a Vigonza ad esempio è più comodo raggiungere Padova che non Camposampiero, come per i bassanesi è più facile raggiungere Cittadella». Perfetta sintonia nella necessità di una riforma delle Ipab, gli istituti pubblici di assistenza e beneficenza, e di dare piena applicazione alla Legge quadro n.328 del 2008 sulla realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali. Punti programmatici, questi, che Sinigaglia ha più volte già ribadito.
 
La visita conoscitiva guidata da Marcello Volpato, già sindaco di Camposampiero dal 1999 al 2009, è proseguita al Centro servizi per anziani Anna Moretti Bonora di Camposampiero, una Ipab dotata di 240 posti letto per la stragrande maggioranza destinati a ospiti non autosufficienti. «Ho sentito parlare bene di questa realtà e volevo conoscerla da vicino – ha detto Sinigaglia salutando il presidente Paolo Faccin e il dirigente dell’area amministrativa Paolo Malvestio – Credo che strutture come questa rispecchiano il bisogno degli anziani e delle famiglie che devono accudire famigliari con gravi patologie, come le demenze senili, di trovare un centro integrato, in grado di offrire non solo la casa di riposo tradizionale ma anche servizi residenziali per non autosufficienti, centro diurni, sezioni altamente specializzate per l’assistenza a malati di Alzheimer e persone in stato vegetativo, hospice per le cure palliative». I vertici del Bonora hanno illustrato a Sinigaglia la loro disponibilità a diventare ospedale di comunità con 24 posti, un servizio che al momento non è ancora stato concesso dalla regione. «Mi impegnerò – ha concluso – Penso che abbiate tutte le carte in regola per dare al territorio ulteriori servizi»
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