Investire in Borsa

Investire in Borsa: un’opportunità da cogliere con consapevolezza

In un contesto finanziario poco incline allo sottoscrizione di prodotti a grado di rischio basso, un numero crescente di investitori sta approcciando, sempre più frequentemente, ai mercati azionari. D’altro canto, i rendimenti dei titoli obbligazionari, di emittenti privati o del debito pubblico, sono praticamente nulli: un BTP decennale, esposto a variazioni di prezzo certamente non contenute (basti pensare alle oscillazioni dal 2009 ad oggi dello spread), rende attualmente lo 0,90% lordo. Un’inezia per coloro, come gli investitori italiani, che fino a qualche anno fa erano abituati a rendimenti a doppia cifra sui Titoli di Stato. La Borsa Valori, di conseguenza, rappresenta un’opportunità da cogliere in un portafoglio diversificato, sia per quanto concerne l’asset allocation (ovvero la tipologia di strumenti finanziari detenuti) che l‘area geografica.

Strategia a breve o lunga durata: quali sono gli aspetti da tenere in considerazione?

Investire in Borsa, però, richiede particolare prudenza, soprattutto per coloro i quali approcciano, per la prima volta, ai mercati azionari. Prudenza che è d’obbligo anche in altri settori in cui non si è particolarmente addentratri: di recente, ad esempio, la possibilità di giocare da mobile nei casino ha rivoluzionato il modo di vedere il settore del gioco online.

Il primo aspetto di fondamentale importanza, infatti, riguarda i rischi che si possono correre in quest’ambito: comprare azioni significa acquisire una piccola parte di una determinata società, ovvero partecipare, per la propria quota sottoscritta, al rischio d’impresa. Di conseguenza, nel malaugurato caso l’azienda fallisse, all’azionista non spetterebbe alcun rimborso. Diventando azionisti, però, si possono acquisire alcuni diritti, come -ad esempio – partecipare e votare alle assemblee oppure godere di particolari vantaggi nella sottoscrizione futura di nuove azioni. Un elemento di particolare appeal, però, riguarda la distribuzione dei dividendi: più una società ne stacca, maggiore è la possibilità di introitare guadagni senza esporli, come invece avviene quotidianamente con la variazione della quotazione, al rischio mercato.

Nella scelta di un titolo azionario, di conseguenza, è importante valutare, basandosi su elementi passati e futuri, se ci siano reali possibilità di incassare dividendi. Ma non è, per quanto ovvio, l’unico fattore al quale fare riferimento. In base alla strategia che ciascuno intende adottare, è importante tenere in considerazione alcuni aspetti. Un investitore con una strategia di breve durata, short, valuta, oltre all’aspetto attinente alla solidità, se un titolo può essere oggetto di qualche manovra speculativa che ne aumenti, sensibilmente, il valore. Di casi, in tal senso, la storia della Borsa è ricca. Basti pensare, ad esempio, a quanto avvenuto al titolo Juventus lo scorso anno, quando ebbe un’improvvisa accelerata in concomitanza con l’arrivo di Cristiano Ronaldo. Una strategia di più ampio respiro temporale, long, impone che l’investitore valuti attentamente lo stato di salute economica di un’azienda e le potenzialità che la stessa, ed il settore al quale è collegata, può avere in futuro.

L’importanza del timing per ottenere guadagni significativi

Investire in Borsa, di per sé, può portare alcuni indubbi benefici in un contesto favorevole dei mercati, come proteggere il capitale dal rischio inflazione, mantenendo costante il potere d’acquisto, oppure ottenendo significativi guadagni grazie all’aumento del valore del titolo. Per ottenere ciò, però, è importante tenere presente alcuni indispensabili aspetti, onde evitare che l’investimento si tramuti in un insuccesso. Oltre alla già citata valutazione intrinseca del singolo titolo, è importante valutare il rischio sistematico relativo al mercato presso il quale è collocato. Tutti i mercati azionari, per quanto ovvio, sono esposti, potenzialmente, a forti oscillazioni, ma alcune Borse lo sono in misura maggiore: investire, ad esempio, in un listino dei paesi emergenti, espone a potenziali guadagni/perdite maggiori rispetto a Wall Street.

Un altro aspetto decisamente importante, specie nel caso di operazioni short, è la tempistica con la quale si decide di acquistare il titolo, il cosiddetto “market timing“: un titolo di un’azienda solida e strutturata è decisamente attraente anche in concomitanza di periodi di storno sui mercati, in quanto prezza in maniera non congrua il reale valore della stessa. Oltre al timing, però, va tenuto in grande considerazione quanto un titolo sia liquido: uno con poco mercato, ovvero con volumi di scambi limitati, espone l’investitore a dover vendere il titolo ad un prezzo più basso, che si traduce in perdite per il trader.